Il Respiro è il Centro

respiroQuando si pensa a qualcosa di essenziale, di davvero importante e fondamentale il nostro pensiero va al Respiro, una delle prime cose che impariamo a fare e una delle ultime che smettiamo di fare. E’ un azione istintiva, a cui non dobbiamo pensare in modo cosciente, a meno di non voler forzarne in qualche modo l’azione. Essendo un azione che svolgiamo in modo inconscio, non ne abbiamo sensazione diretta a meno di concentrare la nostra attenzione su alcune sensazioni ad esso legate. Queste sue caratteristiche ci permettono di usarlo come veicolo per alcune pratiche tipiche della meditazione, dello sport e anche del divertimento.

Ovviamente, visto che siamo su La Via del Chi, vorrei soffermarmi sulla pratica della respirazione nella meditazione e nelle arti marziali. La meditazione in realtà, dal mio punto di vista, incorpora anche le arti marziali. Quando si respira un punto subito chiaro è la sua continuità, appena smettiamo ce ne accorgiamo. Quando si respira il nostro corpo di modifica e riceve dei feedback che confermano la respirazione, penso all’udire l’aria che entra ed esce o il sentire e vedere il ventre o il petto gonfiarsi e sgonfiarsi. Tutti questi segnali hanno una funzione centrale nella meditazione e cioè quella di mantenerci ancorati al Presente.

Meditare non significa svuotare la mente, anzì è proprio il contrario ad essere ricercato. La mente deve essere concentrata su qualcosa e di solito si sceglie per semplicità proprio il respiro attraverso le sensazioni di cui ho accennato prima. Se ci concentriamo sul respiro che avviene qui-ed-ora e che è costante nel tempo, allora trovo un flusso continuo di istanti presenti e il passato ed il futuro, anche solo per un attimo, non esistono più. Questo “trucchetto” si usa per portare al Centro del nostro vivere l’Essere e non l’Io. Secondo le tradizioni meditative orientali, l’Io e cioè l’egocentrismo porta alla sofferenza dell’uomo, mentre l’Essere e cioè il far parte del Tutto è la strada verso la liberazione dall’Io e quindi dalla Sofferenza. Mi rendo conto che molti potranno rimanere straniti da quello che scrivo, ma effettivamente la potenza di questo semplice ragionamento può portare a profondità di pensiero e di conoscenza di sè che la sola religione (qualsiasi) difficilmente potrà permettere. Infatti in tutto il mondo le pratiche meditative orientali e non vengono spesso affiancate alle pratiche religiose e sopratutto senza conflitto.

Non esiste un solo modo di meditare. La meditazione più famosa è quella seduta e immobile, ma si può arrivare anche a quella eseguita correndo o alla danzata. Nelle arti marziali la questione è molto complessa, ma vorrei comunque cercare di sintetizzare il mio pensiero in merito. Se il centro della meditazione è il respiro e la sua consapevolezza ci mantiene legati al presente liberandoci dall’Io e quindi dalla Sofferenza, le arti marziali possono essere viste come una disciplina che mira all’armonia tra movimento e respiro (meditazione in movimento) e quindi come un modo per essere ancorati al presente in modo continuo, naturale ed inconscio. Questo ci libera dall’Io perchè ci porta all’armonia del nostro Essere più profondo ed essenziale. Ed è inevitabile che questo porti con se dei benefici fisici e psicologici ma soprattutto rafforza la consapevolezza di noi stessi e quindi anche del mondo che ci circonda.

Il paradosso (tipico Zen) con cui voglio lasciare uno spunto, è che tutta questa meditazione da frutto solo se eseguita senza lo scopo della consapevolezza. La pratica deve entrare nella quotidianità come il respiro: eseguito senza consapevolezza ed essenziale in sè alla vita stessa.

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3 risposte a “Il Respiro è il Centro

  1. Ciao Marco,mi complimento per il tuo blog e per questo articolo in particolare.
    Pratico lo zen e le Arti Marziali,siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
    Per approfondire la tua pratica ti invito a partecipare allo zazen presso il Monastero “Il Cerchio” a Milano,tutti i lunedi e tutti i venerdi sera.
    Buona vita.

    • Ciao Stefano, conosco “Il Cerchio” ma purtroppo orari e distanza non coincidono con le mie esigenze famigliari. Se conosci altri centri per lo zazen nella zona Ovest di Milano fammelo sapere. Magari riesco a fare qualcosa. Per ora tanta meditazione a casa, letture e una grande pausa dalle arti marziali.

      • Come ti capisco, non è facile riuscire a ritagliarsi uno spazio adeguato per tutte le esigenze,la mente poi è bravissima a creare alibi.
        Lo zazen da soli va bene ma se costamntemente scollegato da un sangha e sopratutto in assenza di un Maestro non sempre porta risultati.
        Per dare ulteriori possibilità a chi ha difficoltà di orari alcuni monaci del Cerchio una domenica al mese organizzano giornate o mezze giornate dedicate alla pratica dello zazen (domenica 16/11 sarà una di queste).Dici di esserti preso una pausa dalle Arti Marziali,non ne conosco i motivi ma talvolta le pause fanno bene:la mia pausa dalle AMT è durata più di 10 anni,durante i quali ho deciso di lasciare il mio vecchio orticello sicuro per esplorare altre vie più “dirette” ed efficaci per il combattimento.
        Ora però è venuto il momento di “tornare a casa” con il bagaglio acquisito e riprendere la via della Tradizione.

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