Il Piccolo Circuito Celeste

E’ da quattro mesi che sto praticando regolarmente meditazione. I benefici che ne traggo sono salute, rilassamento e il sentore del chi nel mio corpo.
Ma cosa faccio quando medito?
Il mio metodo per ora segue quanto indicato da Da Liu nel bellissimo libro “Tai Chi Chuan e Meditazione”, quando parla di Xiao Zhou Tian (anche detto Shoshuten nella tecnica giapponese del Kiko), il Piccolo Circuito Celeste.
In cosa consiste?

Innanzitutto un po’ di definizioni. La medicina taoista individua otto canali psichici. Il PCC  si svolge sui due canali psichici che seguono la linea centrale del corpo: il Jen-Mo e il Tu-Mo. In vari libri ho letto anche le trascrizioni Jen-Mai e Tu-Mai, Ren-mai e Du-Mai.  Il Tu-Mo, detto canale di controllo,  parte dal perineo, segue tutta la colonna vertebrale, arriva al culmine della testa e ridiscende in un punto in mezzo agli occhi. Il Je-Mo, detto canale di funzione, è il percorso inverso: parte dal centro degli occhi, scende nella gola, poi nel plesso solare, nel Tan-Tien (un punto  che si trova 3cm sotto l’ombellico e 3 cm dentro) e arriva fino al perineo.

Pratica: inspirando immaginare il Chi che dal Tan Tien passa per il perineo e segue il Tu-Mo fino alla sommità della testa; espirando far scendere il chi in mezzo agli occhi e lungo il Jen-Mo fino al Tan Tien.  Fondamentale è essere completamente rilassati. Per questo scegliete una posizione comoda. Si dovrebbe usare la posizione Zazen, o Padmasana, o Posizione del Loto. Per me è una vera e propria tortura, perciò  normalmente o sto seduto con la schiana dritta o resto in piedi: allargate le gambe fino alla larghezza delle spalle, piegate leggermente le ginocchia. Lasciate pure le braccia distese. Ammorbidite le spalle come se aveste dei pesi attaccati ai gomiti. Schiena dritta, mento leggermente in dentro.  La respirazione dev’essere diaframmatica. Se siete già completamente rilassati inspirate ed espirate dal naso. Nel caso non siate ancora del tutto rilassati, cominciate a inspirare dal naso ed espirare dalla bocca. La respirazione dev’essere comunque il più naturale possibile. Mi raccomando: non restate in apnea o non inspirate ed espirate troppo forte o troppa aria! La prima sensazione dev’essere di calma e tranquillità.  Se sentite malori o vi gira la testa sedetevi e date due o tre respiri più veloci.

Sensazioni: quel che sento dopo un po’ di “giri” è una sorta di piacevole calore che percorre il Jen-Mo e il Tu-Mo. In bocca c’è una notevole secrezione di saliva, quasi dolce.

Non pretendo con questo breve articolo di esaurire tutto quello che c’è da dire, anzi,  ce ne sarebbe da approfondire!  A tal proposito segnalo i seguenti libri:

  • Da Liu, Tai Chi Chuan e Meditazione;
  • Kenji Tokitsu, La ricerca del Ki;
  • Ch’En Chao Pi, Trattato di alchimia e fisiologia taoista;

Al seguente link potete trovare, tra i quaderni tecnici, un bellissimo documento che tratta proprio del Piccolo Circuito Celeste: http://www.daoyin.altervista.org/quaderni.htm

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