Come si sviluppa il Ch’i?

Il dott. Cheng Man Ching, nel suo celebre libro “Tredici saggi sul T’ai Chi Ch’uan”, asserisce che per sviluppare Ch’i bisogna allenare due capacità del corpo umano: la resistenza e la flessibilità.

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Quali sono gli esercizi che sviluppano flessibilità e resistenza? In teoria quasi tutti gli sportivi nella loro pratica sviluppano queste due capacità. Se pensiamo agli agonisti, di qualsiasi sport di movimento, tutti hanno un ottima flessibilità data dall’abbondante stretching e una resistenza molto performante data dagli esercizi di fondo. Ma sviluppano ugualmente il Ch’i? E quanto?

Questo non ci è dato saperlo, anche se son convinto che l’attività fisica prolungata sviluppi molto Ch’i. Il dott. Cheng Man Ching comunque ci fa l’esempio del nuoto. A suo parere il nuoto sviluppa molto bene le due capacità, oltre a sviluppare notevole forza fisica. Sempre secondo lui però, la disciplina che meglio sviluppa il Ch’i è proprio il T’ai Chi Ch’uan.

Dopo questa lunga introduzione cerco di andare al dunque. Nella lezione di ieri sera il maestro ci ha letteralmente “fatti a pezzi”. Il fulcro della lezione è stata l’esecuzione della forma a comando, con l’ordine preciso di tenere le posture più basse e lunghe possibile, anzi di più.

Naturalmente il comando non arrivava subito, pertanto è stato un incredibile esercizio di forza, resistenza e flessibilità, nel tenere in tempo prolungato posizioni molto difficili. Questo mi ha fatto tornare in mente lo scritto del dott. Cheng Man Ching. Il T’ai Chi Ch’uan “funziona” se è teso a sviluppare la flessibilità e la resistenza.

Spesso vedo video di forme varie eseguite in piedi, a gambe quasi totalmente dritte, posture molto strette, “comode”. Funzionano questi esercizi? E’ vero T’ai Chi Ch’uan?

Naturalmente, dal mio piccolo, la risposta non la ho. So però che quando eseguo la forma come ieri sera, a fine allenamento mi sembra di volare. Umore e vigore fisico sono molto aumentati, molto più che le volte che per svogliatezza la mia forma è alta e comoda.

Come dicevo qualche post fa, per raggiungere un obiettivo bisogna faticare. Se l’obbiettivo è sprofondare il Ch’i nel Tan Tien, bèh, bisogna sudare, per quanto mi riguarda non posso pretendere di farlo senza fatica.

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Una risposta a “Come si sviluppa il Ch’i?

  1. La tua esperienza è quella che dovremmo avere tutti. Non solo nelle arti marziali. Ma nella vita. In questo le arti marziali si confermano essere palestra di vita sia per il corpo che per lo spirito. E’ eccezionale come in quest’arte si sia riuscito a riversare l’esperienza millenaria di centinaia di vite che un mattone dopo l’altro hanno prodotto una chiave di lettura di noi stessi il più delle volte valida.

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