Applicazioni, che fatica!

E’ un periodo che applico quasi sempre con un compagno di corso particolarmente bravo. Ha praticato per 15 anni lo Shaolin Chuan della scuola Chang con il mio maestro, il quale non va per niente leggero.
La difficoltà di praticare con un compagno più alto, più veloce, più tecnico e più forte è davvero parecchia. Allo stesso tempo però, quando mi capita di riuscire a parare una sua tecnica di attacco o di applicare una leva con efficacia, ecco che d’improvviso ho raggiunto una conquista importante. L’immagine che mi viene in mente è proprio quella di Davide contro Golia

Davide e Golia, di Orazio Gentileschi

Davide e Golia, di Orazio Gentileschi

Così ieri sera il maestro con un’apparente semplice applicazione ha distrutto tutte le mie certezze in fatto di coordinazione. Mi ha costretto mentalmente a cadere da un piedistallo su cui non sapevo di essere salito. La caduta è stata rovinosa, ma ha avuto un bell’effetto: si è re illuminata la salita da percorrere!

Il punto saliente del discorso è dunque la difficoltà. Man mano che si avanza con la pratica si deve sempre trovare difficoltà. La difficoltà è l’unica spinta a migliorarsi e a crescere.

Se ci si convince di esser troppo bravi, di fare tutto facilmente, bèh deve suonare il campanello d’allarme: in quel momento non si sta imparando niente.

Pertanto lancio la sfida: provate cose per voi difficili!

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