La Via del Tantien

Un buon viaggiatore non ha piani precisi e il suo scopo non è arrivare.

 

roadtrip

Questo è quello che scriveva Lao Tsu sulla Via, ma per sapere se la sto percorrendo, come faccio?

Per qualche mese mi sono un po’ allontanato dalla via che avevo tracciato. Ho iniziato a trascurare le posture fondamentali del Taijiquan, ho iniziato a focalizzare tutto sul rilassamento, ho trascurato l’applicazione marziale, in favore della mera esecuzione della forma.

Trascurare le posture non permette lo sviluppo corretto della forza durante il movimento. Senza la giusta trasmissione della forza, il mero rilassamento non produce nessun risultato, infatti nelle applicazioni ho iniziato una spirale regressiva. Poca presa nelle mani, posizione delle ginocchia sbagliata con conseguenti dolori al tendine rotuleo, anca bloccata in tutti i movimenti, perdita totale della centralità del Tantien durante l’esecuzione di forma e applicazione, mancanza totale del sentore del chi.

Qualche settimana fa mi sono dunque trovato come se fossi all’inizio del mio percorso, quattro anni fa. Quattro anni senza aver imparato niente? Quattro anni di pippe a pensare al Chi, al movimento, alla propriocezione: tutti buttati, se ora non riuscivo più a muovermi come volevo.

Per cambiare la testa, bisogna agire sul fisico. Per cambiare il fisico, bisogna agire sulla testa. Ho cominciato a pensare che dovevo ripartire dal primo passo, le posture, per poi ripensare e riprovare a fare tutto il resto.  Così, ho praticato Zhuan Zhuang nelle varie posture: kuntienpu, sanchipu, tsopu, mapu ecc.
Tutte eseguite cercando il giusto punto centrale del piede, la corretta posizione della schiena, la respirazione corretta.

Ogni volta, prima della lezione, posture, fondamentali, posture, fondamentali e ancora posture. Ho iniziato così a migliorare l’applicazione marziale, più saldo sulle mie gambe. Poi l’anca, si è sbloccata l’anca! Rimuovo l’anca, che bello! Dopo l’anca, la schiena, la bassa schiena. La giusta posizione della bassa schiena è qualcosa che si capisce solo se si è nella giusta posizione. E’ il giusto mix di due movimenti: la retroversione del bacino e la spinta verso il basso dello stesso. La schiena diventa tesa come una corda di violino. Piano piano sta tornando tutto. Stasera sentivo il Tantien. Come una sorta di palla da tennis sotto l’ombellico, ma solo quando la schiena è nella giusta postura.

La via nei prossimi mesi sarà quella di approfondire il Tantien e provare a sentirlo durante l’applicazione marziale. Dunque come fare ad approfondirlo? Per la risposta mi guardo indietro: posture e fondamentali, e ancora posture, per il solo scopo di viaggiare.

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Una risposta a “La Via del Tantien

  1. Ottima riflessione. Le basi sono l’essenziale e progredendo sono proprio quella parte che non deve essere persa. Nella mia esperienza la progressione è un continuo sguardo indietro per poter avanzare. Se devo eseguire genericamente una forma superiore studiandola, per riscaldamento eseguo la o le forme precedenti enne-volte. Ad esempio se eseguò il kata Suparimpei come riscaldamento eseguò i 5 kata fondamentali e ad esempio un Seinchin o un Seipai per citarne due a caso. Quindi ne studio uno ma ne eseguo prima 6 o 7 al 30% e senza kiai pieno.

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