La Molla

E’ settembre. L’aria inizia ad essere più frizzante, Gli alberi iniziano a colorarsi. Anche quest’anno l’alternanza Yin e Yang sta facendo il suo corso e ci stiamo avvicinando all’inverno. Tutta la natura si addormenta e, stranamente, noi uomini lentamente ricominciamo l’attività dopo la pausa estiva, come se fosse un nostro capodanno primaverile. Dentro lo Yin c’è sempre un po’ di Yang.

Capita così che alle lezioni di Tai Chi Chuan siamo solo in due. La lezione si fa più silenziosa e meditativa, ma al contempo è molto più sostanziosa, essendo molto più seguiti dal Maestro.

In questo clima tranquillo e sereno, nascono diversi spunti interessanti sui quali ragionare e praticare. Uno di questi è spuntato fuori all’improvviso nella lezione di ieri sera. Nello spiegare l’esatto movimento di una tecnica di parata, il maestro ci ha accennato che si sarebbe potuta intendere come un caricamento per la tecnica successiva. Non sto a spiegare di che tecnica si trattasse, non è ora questo l’intento. L’illuminazione però è arrivata per quel che riguarda l’interpretazione di tutto il movimento.

Ho iniziato a ragionare compulsivamente sulla parola “caricamento” e sono arrivato al concetto di molla, tipo quelle del ferramenta. Così, quando il maestro ci ha chiesto di rifare la forma, ho cercato di applicare la molla al mio movimento e alla mia respirazione. Nell’inizio di una tecnica cercavo di sentire il mio corpo come una molla contratta e, nell’esecuzione finale, come se questa molla venisse rilasciata per scaricare la potenza accumulata. Inspiro e chiudo la molla, espiro e la molla scatta.

molla

Devo ammettere che la forma è cambiata molto. Era molto morbida ma al contempo la sentivo “piena”. Naturalmente questo aspetto e questa interpretazione del movimento non mi riusciva in tutte le tecniche,  ma non me ne preoccupo troppo. Sono all’inizio di un nuovo scalino da superare e, come diceva bene Marco, ci impiegherò il tempo che ci vuole a superarlo.

I prossimi giorni saranno improntati sull’approfondimento del movimento a molla. Naturalmente invito tutti a ragionarci e praticarci su. Se qualcuno dovesse esserci già arrivato, gli chiedo gentilmente di condividere i suoi pensieri, le sue sensazione e, soprattutto, le sue critiche.

Tso!

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