L’allenamento più tosto

Ieri sera bella lezione di Tai Chi Chuan. Abbiamo iniziato con il riscaldamento, che è composto dal Pa Tuan Chin e dai fondamentali. Nel nostro stile abbiamo 2 Lu di Pa Tuan Chin. Per i fondamentali, abbiamo 3 parate, 6 tecniche di mano chiusa (volgarmente chiamati pugni) e, per il mio livello, 5 tecniche di gamba (volgarmente chiamati calci).

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Finito il riscaldamento, abbiamo iniziato a praticare. A me è toccato come compagno il “senpai” più forte: 15 anni di shaolin alle spalle, è una roccia. Il maestro ha preteso subito di applicare forte. Ogni colpo che tirava erano bastonate. In più, essendo alto 1,96m, aveva il passo molto più lungo di me, che sono un piccoletto. La pratica “yang” è durata più di mezz’ora ed è stata devastante: braccia livide e indolenzite, polsi molli, fiatone, cuore a mille.

Dopo la pratica “Yang”, è il momento del rilassamento con lo studio della forma, in cui ovviamente mi sono trovato più a mio agio. Dopo la forma, abbiamo praticato il Lu della sciabola. Debbo ammettere che la forma, dopo l’applicazione forte, viene eseguita in modo molto più morbido!

Cosa porto a casa dopo questo allenamento?
Sicuramente tanti lividi! A parte gli scherzi, l’applicazione dura è una verifica di quello che si è imparato. Avere davanti qualcuno che tira forte per colpirti, non mi ha permesso di eseguire una tecnica pulita, non mi ha permesso neanche di applicare quei principi del taichi di cui ogni tanto scrivo. In quel momento c’è solo la difesa personale. Parare, deviare e non scoprirsi. Purtroppo devo ammettere che non so difendermi bene. Il movimento del braccio non è supportato dal movimento sincrono di tutto il corpo. In quell’attimo non metto Chi, non metto niente: cerco solo di non buscarle.

Le cose da migliorare sono sicuramente la presenza mentale, il fiato, la tecnica. La strada è lunga, ma allenamenti così sono davvero pieni di belle sensazioni. Domani ci sarà lo stage. Verranno ad allenarsi con noi 11 cinture nere di karate di alto livello. Il Maestro ci ha avvertito che sarà tutto così: loro impareranno da noi la morbidezza, noi impareremo da loro la durezza, Yin e Yang, per uno scambio tecnico che sarà sicuramente molto interessante.

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3 risposte a “L’allenamento più tosto

  1. Bello questo scambio “culturale” con i karateka, sicuramente gioverà ad entrambi. Dovrebbe essere la regola il confronto tra marzialisti.

  2. Il confronto nasce anche dal fatto che il maestro pratica sia karate sia taichi, quindi gli viene naturale confrontare le due discipline. Vi saprò dire cosa ne esce fuori!

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