La meditazione nell’arte marziale

Dopo un pò di pausa dai post su La Via del Chi per motivi di lavoro eccomi con un post un pò particolare in cui vorrei condividere con Voi quello che è il mio pensiero rispetto alla presenza e alla pratica della meditazione nell’arte marziale.

Prima di tutto vorrei togliere dalla mia e dalla Vostra testa alcuni preconcetti e a volte pregiudizi sulla pratica meditativa. La meditazione NON è cercare il vuoto mentale, semplicemente perchè nel momento in cui pensate di non pensare state pensando, ma è creare un Focus mentale verso un concetto o verso uno status mentale ben definito e totalizzante durante la pratica. Il fine della meditazione NON è cercare chissà che stato divino trascendentale ma è cercare uno stato di benessere corporeo e mentale in cui i due aspetti diventano uno e l’Unico aspetto cerca il rapporto armonioso con ciò che ci circonda. In realtà un Fine non c’è perchè una volta trovato il benessere, è necessario mantenerlo, quindi la meditazione ha un non-fine. Per dirla in parole povere: cerca il benessere personale e il benessere nell’ambiente fisico e emotivo che ci circonda. La pratica meditativa ha le sue regole è vero, ma NON è  detto che queste regole siano uguali per tutti. Ogni pratica meditativa ha la sua Via ma tutte portano ad un unico non-fine.

Adesso che ci siamo intesi (spero),  vorrei raccontarvi perchè penso che la meditazione sia importante per una marzialista. Passata la foga agonistica iniziale del ragazzo che inizia a fare arti marziali alla ricerca del contatto fisico inizia (dovrebbe) la fase di studio o di Budo come sarebbe meglio intenderla. Non è sufficiente l’affinare la tecnica, comprenderne il significato profondo della meccanica e della cultura che c’è dietro ma è necessario eseguirla con naturalezza. Credo che Naturalezza non è solo figlia della ripetizione ma dipende anche dallo stato psicofisico in cui si la si esegue. Uno stato tranquillo e consapevole, insomma lucidamente presente nel momento è a mio avviso lo stato che dovrebbe accompagnare la nostra pratica.

In che modo quindi cercare questo stato? con la Meditazione ovviamente. Cosa serve per meditare?

Sono pochi gli ingredienti necessari ma sono tutti fondamentali.

Il Tempo: come per l’allenamento, è necessario trovare il tempo per praticare. Non dobbiamo stare 2 ore alla ricerca di chissacosa ma dobbiamo poterci dedicare il tempo che ci vuole. Quando? mattino o sera? la pratica dovrebbe essere eseguita o al mattino una mezzoretta dopo esserci alzati oppure alla sera mezzoretta prima di andare letto. A voi la scelta.

Postura meditativa

Postura meditativa

La Postura: Qui ci sono mille sfumature che negli anni e nei millenni sono state tramandate ma quella che più di tutte sembra essere funzionale è la posizione utilizzata per praticare Zazen: sedetevi su uno zafu (cuscino rotondo), state ben dritti e tendete gentilmente la colonna vertebrale. Incrociate le gambe nella posizione del loto , del mezzo-loto o birmana ,  così che le ginocchia siano fermamente radicate al suolo. Toccate il cielo con la testa, premete la terra con le ginocchia. Le dita della mano sinistra sono appoggiate su quelle della mano destra, i pollici si sfiorano, e il taglio delle mani è in contatto con il basso ventre. Il mento è rientrato senza creare tensione, la nuca diritta, il naso in verticale con l’ombelico, le spalle rilassate, gli occhi guardano verso il basso.

Un Mantra: Definiziamo prima cos’è: Mantra è un sostantivo maschile sanscrito che indica, il “veicolo o strumento del pensiero o del pensare”, ovvero una “espressione” che può corrispondere ad una formula mistica, ad una preghiera, ad un canto sacro o a una pratica meditativa e religiosa. Esso viene ripetuto per tutta la meditazione e si sincronizza, spesso in modo naturale, col respiro che però non va forzato. Sempre queste frasi hanno un significato filosofico-religioso, quindi il loro ripetersi aiuta nel focalizzare la mente a focalizzare anche il concetto sul quale poi riflettere (che non è meditare).

Costanza nella Pratica: in tutto ciò che si fa, se si vogliono dei risultati è meglio Praticare, Praticare, Praticare… . Leggere è utile ma non da risultati profondi.

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