L’arciere

Nel kung fu della scuola Chang, la postura dell’arciere può essere fatta sostanzialmente in due modi diversi. Viene chiamata Kun Chien Pu, quando i piedi sono allineati, e Kun Chien Pu Yao Pu, quando sono allargati all’ampiezza delle anche. La figura, tratta dall’Enciclopedia del Kung Fu dei Maestri Chang Dsu Yao e Roberto Fassi, spiega sicuramente meglio di me le due posture.

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La postura dell’arciere è una postura tipicamente di attacco, nel senso che durante l’applicazione marziale chi attacca utilizza questa postura. Nella pratica dei fondamentali, essa è utilizzata nel Chi Ben Chuan Fa (tecniche di mano chiusa, volgarmente chiamate pugno) e nel Chi Ben Chang Fa (tecniche di mano aperta, volgarmente chiamate manate), oltre che in alcune delle tecniche del Chi Ben Chou Fa (tecniche di gomito).

La differenza che salta all’occhio tra il Kun Chien Pu e lo Yao Pu è la mano che porta l’attacco. Nel primo si ha, come si vede in figura una corrispondenza mano piede: la mano che attacca è quella corrispondente al piede che sta avanti. Nel secondo invece è la mano opposta al piede, che porta l’attacco.

Le due posture però non sono solo questo. Ora cerco di dare la mia interpretazione e di spiegare nella mia pratica come intendo le due posizioni. Se quello che ho scritto finora è fredda teoria, ora scriverò quello che ho capito io, quindi potrei benissimo commettere errori. Nel caso, spero che capiti di qui qualche buon praticante che voglia aiutarmi!

Allora, il fisico compie due movimenti completamente diversi nelle due posture. Partiamo dalla prima.

Il Kun Chien Pu è un vero e proprio affondo schermistico. Se immaginate una sciabola o una spada al posto del pugno e la confrontate con la figura si nota subito il paragone. Dunque procedo ad analizzare il movimento del corpo quando porta il colpo. Partiamo dai piedi. Il piede davanti guarda il punto da colpire. Interessante è il movimento del piede dietro. In partenza è più parallelo possibile al piede davanti. Spingendo bene con la punta a terra si cerca di trasmettere questa spinta alla mano. Quando avviene il contatto con l’avversario, il tallone ruota leggermente verso l’interno per spingere il corpo il più possibile avanti. Le gambe lavorano a tenaglia: quella davanti contrae l’adduttore della coscia, quella dietro spinge con polpaccio e quadricipite femorale. Nel dare il colpo l’anca si apre, come un arco teso che scocca la freccia. La freccia dev’essere questa forza che dalla parte inferiore del corpo e che si trasmette attraverso il torso che ruota, la spalla che spinge, l’avambraccio che ruota a chiudere e far penetrare il colpo. La meccanica applicazione della forza è a cascata, dai piedi alla mano che colpisce. Un vero e proprio arco!

Lo Yao Pu lo intendo come una postura di passaggio tra un contrattacco dopo una parata e il relativo Chin’ Na o proiezione. Vediamo come muovo il corpo in questo caso. La postura di partenza è di parata, pertanto la postura è un San Chi Pu, con il peso del corpo al 70% sul piede posteriore. E’ appunto questo piede che inizia la spinta verso il terreno e che trasmette la forza alla mano corrispondente. Dal piede che gira sulla punta portando il tallone leggermente verso l’esterno, la forza si trasmette al polpaccio e al quadricipite femorale, quindi all’anca che si chiude, al torso che ruota per portare la spalla corrispondente in avanti e infine alla mano. La forza della spinta trascina la gamba posteriore ad allargarsi leggermente, per arrivare più avanti con la mano che colpisce. La particolarità della postura secondo me sta nel fatto che il piede da cui porte la spinta si comporta come una fionda: carica la forza in contrazione durante la parata e la scarica lungo la direttrice piede-mano e infine resta senza peso, spostandosi la gamba.

Le differenze principali stanno quindi nel movimento dei piedi e dell’anca, e nella diversa trasmissione della forza dalla parte bassa del corpo alle mani. Nei prossimi mesi concentrerò la forma e le applicazioni durante le lezioni proprio su questi concetti di meccanica del corpo. In particolare in questo periodo sono molto interessato all’applicazione della forza contraria alla gravità, applicata con i piedi al terreno. Si tratta, da un certo punto di vista, ad una rivoluzione del modo di concepire il movimento. Sarà dunque un bel lavoraccio, ristudiare tutta la forma alla luce di questa “illuminazione”.

Cosa ne pensate? Ravvisate qualche errore concettuale? Avete consigli su particolari esercizi che mi aiutino nelle due posture?

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3 risposte a “L’arciere

  1. Vince, la biomeccanica del corpo è molto importante è vero. Il movimento del colpo è un unicum che nasce dall’unione di piedi, gambe, anche e braccia. Ogni movimento, a mio parare, coinvolge più parti del corpo in modo congiunto. Solo in questo modo ci sarà un efficacia piena. Lo spezzare questa unità è pura didattica che ricalca l’apprendimento dell’alfabeto propedeuticamente all’imparare prima le parole, le frasi ed in “fine” il discorso. In questi casi la ripetizione, non mi stancherò mai di dirlo, è fondamentale. Sei sicuramente sulla strada migliore che di contro è la più difficile 😉

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