L’arco e la freccia

La lezione di ieri sera di Tai Chi Chuan è stata densa di concetti nuovi e vecchi allo stesso tempo.  Il nocciolo è stata l’applicazione dinamica della seconda tecnica della forma: Lan ch’iao wei, afferrare la coda del passero, nelle due forme destra e sinistra.

 

Lan ch'iao wei

 

 

Nella forma destra la tecnica consiste in una parata pressante con la mano sinistra (fig. 2a), un colpo con la mano destra sotto al costato o sotto l’ascella (fig. 2b) e la proiezione (fig. 3a).

Quel che può considerarsi un movimento abbastanza semplice, nella sua applicazione marziale diventa davvero ostico.  Mi sono segnato delle considerazioni scaturite dalla visione della tecnica eseguita dal maestro e dallo studio della stessa con il compagno di corso, ahimè, più robusto.

Il primo punto è che, nel dinamico, la tecnica non segue lo schema rigido della forma, ma si adatta alla situazione contingente. Nel caso descritto sopra, per riuscire a proiettare il proprio compagno di allenamento, la posizione delle gambe non può essere quella della forma. Solo facendo perno sulla gamba destra e girando dietro quella sinistra si riesce a spostare il compagno di corso. Non solo. Anche la respirazione cambia. Se nella forma inspiro all’inizio della tecnica -2a- per espirare quando questa si esprime -2b- , nel dinamico l’espirazione si esaurisce al termine della proiezione -3a-. Questo punto è fondamentale, sennò si rischia di avere esaurito il fiato prima di proiettare.

Il secondo spunto di riflessione è che neanche eseguendo la tecnica come scritto sopra riesco a spostare l’avversario. Il maestro ci ripete alla noia che dobbiamo imparare ad usare quella macchina perfetta che è il corpo umano.  Senza sfruttare il Tantien (l’anca e il bacino) la tecnica è vuota, non si “applica”. E allora bisogna figurarsi nella mente il Tantien come se fosse un arco che si tende all’inizio della tecnica e che scocca una freccia, gli arti superiori.

Ho letto in un libro di S.A. Cassarino, Tai Chi Chuan antico moderno. Allenamento dal benessere allo sport agonistico, che nel Tai Chi troviamo l’antenato di quello che è l’allenamento pliometrico moderno. Per spiegare cos’è mi rifaccio alla definizione di questo sito: http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/contrazioni-muscolari.html
La contrazione PLIOMETRICA è una contrazione concentrica esplosiva, immediatamente preceduta da contrazione eccentrica; in tal modo si sfrutta l’energia accumulatasi nelle strutture elastiche del muscolo nella precedente fase eccentrica. Sostanzialmente con la spiegazione dell’arco e la freccia, si intende questo tipo di contrazione muscolare.

Piccola conclusione: quello che sarà il mio allenamento nelle prossime settimane sarà appunto il cercare di sviluppare questo tipo di “forza” durante forma e applicazioni. Spero in questo modo di riuscire a capire meglio il funzionamento del mio corpo, come ripete sempre il Maestro.

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