Cos’è un arte marziale?

Una domanda che questa mia nuova avventura nell’Aikido mi sta costringendo a pormi è una di quelle che secondo me dovrebbe farsi ogni praticante, meglio se già all’inizio e cioè: cos’è un arte marziale?. Si, lo so, è una domanda filosofica che per molti è inutile “pippa” mentale che non serve quando sei sul tatami o quando, si spera mai, è necessario difendersi per strada. Però credo che se tutti la pensano così allora la pratica delle arti marziali sta vivendo un impoverimento davvero degradante e svilente. Parlo per me, quando dico che ogni cosa che si fa con passione o comunque in modo attento e serio in qualche modo tende a cambiarci, plasmando molti aspetti della nostra personalità e della nostra vita. Cosa abbiamo di più importante della nostra Vita? niente. Perchè dovremmo quindi non ricercare la comprensione profonda di quello che stiamo facendo, visto che influenza la nostra Vita?. Non credo che ci siano altre risposte a questa domanda se non quella positiva che si concretizza con la Ricerca stessa. Spesso nella ricerca, anche nel caso di una ricerca scientifica, le domande principali si chiamano Fondamentali che richiedono risposte che formano le fondamenta di quel tema. Se non so cosa sto facendo e quali sono i caratteri principali, come posso farlo nel modo migliore o giusto?.

tao

La mia risposta a questa domanda si sta formando ancora. Non ho una risposta da dettarvi per essere messa in un dizionario personale consultabile per ogni dubbio. Quello che penso è che un Arte Marziale è un moto fondante della persona. Ci sono mille metodi per plasmare il proprio essere, da quello monacale religioso a quello manageriale di comando che spesso si incontra nelle aziende. E’ un percorso di crescita personale che viene da dentro. Quello che l’Arte Marziale richiede, a mio avviso, non è saper bloccare o deviare o schivare un colpo, ma richiede Disciplina, Umiltà e Armonia. Il gesto atletico è veicolo di queste qualità e non il fine. Questa mia riflessione nasce dal fatto che ieri sera, al dojo, sono arrivati 4 nuovi allievi ed il maestro parlando a loro (io ascoltavo con un orecchio) spiegava come è nato l’aikido sottolineando il fatto che lo scontro è da evitare sempre, i samurai o comunque i guerrieri giapponesi pensavano prima a salvare la pelle che allo scontro a tutti i costi.

Questo mi ha dato lo spunto per le 3 qualità che ho citato prima. Ci vuole Disciplina per studiare i movimenti e rispettare le correzioni del maestro e dei sempai e lavorare su di essere con continuità e voglia di migliorare. Ci vuole Umiltà per ricevere un insegnamento e porsi in un atteggiamento di apprendimento anche quando si pratica con chi ha iniziato da poco, chiunque ha qualcosa da insegnarti o che ti può dare uno spunto di miglioramento. Ci vuole Armonia con se stessi e col proprio avversario per raggiungere un benessere con se stessi e con gli altri, questo viene ad essere il punto più difficile e profondo. Non pensare a questi punti prima, dopo e durante la pratica a mio parare la impoverisce e quindi impoverisce anche noi stessi.

Come ho già detto questa riflessione è in divenire ed è la Mia idea, quindi in pieno stile di questo blog, voglio rendervi partecipi chiedendovi cosa ne pensate Voi.

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Una risposta a “Cos’è un arte marziale?

  1. Bella domanda! Penso che la mia risposta sia simile alla tua: per me un ‘arte marziale è innanzitutto un modo per imparare a stare al mondo: sia fisicamente, grazie all’apprendimento delle varie tecniche, sia psicologico, in quanto la disciplina è cosa fondamentale, anche quando non ci piace. Sul fatto poi che i samurai pensassero prima di tutto a salvare la pelle, penso sia normale e giusto. Magari spesso li associamo a cavalieri medievali senza macchia e paura che si battono solo per la gloria. In verità, nella vita tutto diventa più attaccato ai nostri bisogni primari, perciò la difesa personale è appunto il non farsi male e la protezione dei propri cari. In questo senso, evitare lo scontro è sempre la migliore via.
    Finisco il mio commento sottolineando com’è interessante a volte cambiare via: ti si aprono domande che prima non ti facevi, la cui ricerca delle risposte apre a sua volta la mente.

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