Tantien

L’ultima lezione di Tai Chi è stata in qualche modo memorabile. Di quelle che ti fanno dire: ho raggiunto una tappa, ora devo impegnarmi nel cammino per la nuova.
Il programma tecnico in sè non è stato differente da quello di altre volte. L’evento che ha sconvolto tutto il paradigma tecnico su cui avevo basato la forma, le applicazioni ecc è la scoperta del Tantien. Bella scoperta, direte voi! Bèh, non è il concetto in sè del Tantien, la sua definizione classica, che ho scoperto. Bensì, ho iniziato a capire come usarlo. Ho intrapreso un nuovo cammino nel movimento.

Vediamo di spiegare. Ho letto molte volte che il Tantien, quella zona tre dita sotto l’ombelico, è il centro del nostro corpo. Centro del respiro, in quanto la respirazione dev’essere diaframmatica. Inspirando il diaframma preme sugli organi e schiacciandoli, espelle il sangue di quella zona e pulisce gli interstizi. Espirando, il diaframma si rilassa e il sangue torna ad irrorare gli organi del ventre. Si parla proprio di pompaggio respiratorio del sangue. Noi esseri umani abbiamo bisogno di questo tipo di movimento perché, stando eretti, il nostro ventre è spesso schiacciato. Non è libero, sciolto e penzolante come quello degli animali a quattro zampe. Naturale e logico che il rilassamento di tutta la pancia gioca un ruolo fondamentale.

Ma il tantien non è solo importante per la respirazione. La “scoperta” di ieri riguarda la sua centralità nel movimento. Esso è infatti la zona del corpo in cui si incontrano due articolazioni fondamentali: il bacino e le anche. Ora io non sono né un medico, né un preparatore atletico, dunque mi scuso se le mie parole possono risultare “povere” e se non uso molto i termini tecnici.

Il bacino compie due movimenti che ho scoperto fondamentali nell’esecuzione della forma e delle sue applicazioni: la retroversione e la anteroversione. Nella retroversione si porta il basso ventre in avanti, arcuando la bassa schiena. Questa postura viene normalmente usata nella posizione del cavaliere, o mapu. Nella anteroversione, in parole povere, si compie la rotazione opposta alzando il sedere. Ho notato che mi viene spontaneo questo movimento nelle posture preparatorie all’attacco. Comunque, una figura che mostra il movimento, vale più di mille parole:

bacino

Le anche sono tra le articolazioni più potenti e compiono una serie complessa di movimenti, più o meno simili a quelli delle spalle. L’apertura e la chiusura delle anche determina la potenza e l’efficacia di una tecnica sia di attacco sia difensiva. Una volta riscaldati, fare dello stretching mirato alle anche porta benefici a tutta la postura. A tal proposito ho trovato in alcune asana dello yoga un ottimo allenamento per questa articolazione. Qui sotto una figura che può dare l’idea della sua complessità:

articolazione_coxo_femorale_o_di_anca

Dopo questo corposo preambolo, arriviamo al punto nodale di questo mio post. Ciò che sostanzialmente credo di iniziare a praticare è la coordinazione di anche e bacino. Tutto il movimento parte da lì, sia una parata, una proiezione, un chin’na. Le braccia e le gambe, a quel punto, sono delle “appendici” del Tantien. Quando ad esempio paro un colpo, l’anca si apre e il bacino compie un’anteroversione. Quando invece si porta un colpo con mano opposta, l’anca si chiude e il bacino compie una retroversione. Questo movimento di apertura e chiusura continua, fa muovere il corpo con, oserei dire, felicità. SHANG XIA XIANG SUI – ACCORDARE LA PARTE SUPERIORE CON QUELLA INFERIORE, dunque, come recitano i classici di Yang ChengFu, potrebbe voler dire anche cercare il proprio centro di coordinazione. Senza questa scoperta si possono pure muovere in contemporanea la parte superiore e quella inferiore del corpo, ma non saranno “accordate”, “collimate”. Naturalmente sono ancora lontano dall’aver imparato come muovermi in tutta la sequenza della forma 108 e ancor di più in quella che è l’applicazione marziale. Diciamo che la cosa mi riesce abbastanza bene nel primo Lu. Però la strada è lunghissima per riuscire a far mio il movimento, per riuscire ad interiorizzarlo e a renderlo istintivo.

So di aver descritto concetti difficili per me, dunque di averne parlato abbastanza male. Spero mi perdonerete. A chi è all’inizio della propria pratica, consiglio di ripetere alla nausea la forma, quella è la chiave per comprendere come muovere il proprio corpo. Solo con la ripetizione si riesce a far propri tutti i concetti descritti nei numerosissimi libri di Tai Chi e arti marziali in genere. E poi osservate come si muove il vostro Maestro. Lui dev’essere l’esempio da imitare. Lo scopo della pratica, almeno all’inizio, dev’essere quello di assomigliare al proprio Maestro. A chi è più avanti di me nella pratica, chiedo se possibile di commentare, di dire dove e se sbaglio e di donare consigli. Spero se non altro di aver saputo dare degli spunti di riflessione.

Per chi vuole approfondire la movimentazione del bacino, consiglio questo interessante articolo:
http://www.yogaitalia.com/pdf_rivista/61/Retroversione%20del%20bacino.pdf
Per chi vuole invece trovare degli esercizi che aiutino la movimentazione corretta del Tantien, consigli gli esercizi preparatori allo Shoshuten del M. Tokitsu e naturalmente il Pa tuan Chin, gli antichissimi 8 esercizi di riscaldamento inventati da un generale Cinese per i suoi soldati. Ecco un pdf che spiega come compierli:
http://www.taijiquan.it/intro/Pa_Tuan_Chin.pdf
Infine, ecco un articolo molto interessante sullo stretching dell’anca:
http://www.lameditazionecomevia.it/loto.htm

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4 risposte a “Tantien

  1. Veramente interessante. Spesso ho fatto esercizi per migliorare il Tantien semplicemente camminando e muovendo le anche di conseguenza e questo per molto tempo abbinando il movimento alle varie posizioni classiche del karate, magari avanzando e poi arretrando. Ogni volta in ogni singolo passo ho provato ad fare in modo che il concetto dell’anca e del Tantien diventassero quasi abituali e con gli anni è diventato tale e mi accorgo di fare determinati movimenti con l’anca anche nella quotidianità. Devo solo ringraziare il mio maestro che ha sempre voluto inculcarmelo ed ha dedicato molto tempo nell’insegnarlo. Non solo, questi movimenti in accordo con la respirazione diaframmatica aiutano a mio avviso a percepire meno sforzo anche quando si tratta di movimenti faticosi e rende nel complesso le movenze molto più armoniose sia nell’ambito delle arti marziali sia in un contesto molto più quotidiano.
    Inizialmente ricordo che i miei movimenti erano “scattosi” quando cercavo di usare il Tantien ma poi col tempo tutto si è modificato.

  2. Ciao Fabio, grazie del tuo commento! In effetti mi rivedo quando dici che inizialmente il movimento è scattoso. Devo ancora registrare bene e far mio questo nuovo modo di muoversi. Quello che spesso mi succede ora è lo “scattino” di anca-bacino quando inizio il movimento. Penso sia un fenomeno simile a quando non si fanno da tanto gli addominali e non si riesce a tirarsi su in maniera fluida. Vedremo nel tempo come riuscirò a impadronirmi della tecnica.

  3. Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perch il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

  4. Roberto, commenti così possono solo far piacere! Questo blog è nato dall’esigenza di mettere per iscritto sensazioni e pensieri sulla nostra pratica e di condividerli con chi naviga in queste acque. Si possono scrivere cose giuste e cose sbagliate, non importa. Quello che ci interessa è la ricerca, il percorso formativo di consapevolezza nella pratica che, secondo me, è la cosa più interessante. Praticare senza cercare di capire sarebbe un enorme spreco!

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