Assaggio di Aikido

Percorrere-una-nuova-stradaA grande richiesta del buon Vincenzo ecco le mie impressioni a caldo sulla lezione di prova che ho fatto ieri sera alla palestra Zanshin di Via Novara del Maestro Andrea Re.

Non nascondo che sono partito da casa con mille pensieri e quindi un pò di nervoso. Un cambiamento così radicale dopo 20 anni di pratica di karate credo metterebbe comunque alla prova chiunque. Quando sono arrivato alla palestra e sono entrato nello spogliatoio c’era già il maestro con qualche allievo che chiaccheravano anche con qualche battutina di quelle da spogliatoio, questo mi piace. Ovviamente mi sono cambiato mettendomi il karategi e la CINTURA BIANCA… wow! che cosa strana :-), l’inizio di una nuova Strada.

Vi voglio riportare alcuni punti che sono per me fonte di riflessioni sia di crescita nella pratica che per la decisione definitiva di passare all’aikido.

Parto da una base e quindi imparo velocemente le tecniche. Questo è quello che ho visto e che quello che mi è stato detto da una cintura nera con cui ho praticato. Questo fatto risponde ad un mio dubbio e cioè al fatto se butterò via o no i 20 anni di pratica, a quanto pare no. Questo comunque non mi farà sicuramente sedere sugli allori, anzi mi spronerà a spingere sul perfezionamento dei movimenti cercando di renderli miei.

Stretching da professionista e comunque diverso da quanto fatto per il karate. Da un sacco di tempo non facevo uno stretching ad inizio lezione che mi desse una sensazione di rilassamento e apertura del respiro come quello che ho fatto ieri sera. Negli ultimi 5 anni è stato solo come dice il mio maestro di karate: ” facciamo attivazione motoria”.

La non-forza e l’uscita dalle linee d’attacco. Due concetti che mi porto dietro anche dal karate ma che qui diventano fondanti della pratica. State certi che se ne riparlerà 😉

Un professionista appassionato è diverso da un dilettante appassionato?. Il maestro, e cioè il riferimento per il praticante di arti marziali, è un professionista cioè vive dell’insegnamento delle arti marziali e si vede che cerca di trasmettere le sue conoscenze e la sua passione con professionalità. Quindi mi domando cosa sia meglio e soprattutto cosa distingue veramente il professionista dal dilettante appassionato. Io credo che il professionista, oltre a viverci, è colui che insegnando cerca di fare tutto ciò che può per trasmettere le sue conoscenze, in termini relativi molto ampie, e attraverso l’insegnamento ne cerca anche l’affinamento insieme alla pratica. Il dilettante pur probabilmente avendo pari conoscenze del professionista non ha necessità dell’insegnamento e quindi si concentra totalmente sulla pratica. Da questo punto di vista, sicuramente l’insegnante ha un quid in più e cioè l’auto-correzione facilitata, magari di questo parleremo in un altro post.

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