Diverse facce della Via

Da qualche tempo, praticamente in concomitanza con l’apertura di questo blog, la mia ricerca nella pratica del karate in palestra ha subito una battuta d’arresto soprattutto perchè  la “devozione” al lato agonistico-sportivo del karate del mio attuale maestro è praticamente totale. Non mi reputo arrivato nell’apprendimento e tanto meno nella mia ricerca dell’equilibrio psico-fisico che la mia ricerca del Ki vuole raggiungere e quindi è da un pò che con dispiacere mi sto guardando in giro per cambiare palestra perchè, pur esponendo questa situazione al maestro, non sto avendo nessuna risposta positiva ne vocale ne nei fatti.

La mia prima intenzione era quella di cercare un altra palestra di Shito-ryu che avesse un approccio più tradizionale che cercasse un approfondimento dell’arte nella direzione del Ki e della storia della sua evoluzione al fine di comprenderne in profondità le caratteristiche. Purtroppo, a quanto pare, nella mia zona non ce ne sono soprattutto tenendo presente che non posso fare molti kilometri e per incontrare le esigenze famigliari devo andare il più tardi possibile.

La seconda intenzione, ovviamente un ripiego, era quella di rimanere nel karate cambiando stile. Gli stili tradizionali sono interessanti e quello che più mi dava l’impressione d’essere votato alla tradizione ed ad una certa ricerca del Ki è il Goju-ryu, ma nella mia zona anche di questo stile non ci sono apparentemente palestre vicine.

Quindi, dopo 20 anni di karate, ho deciso di accettare questa situazione come una “spintarella” della Via verso la giusta direzione che ovviamente sembra non essere più il karate o quanto meno il karate praticato in palestra sotto ad un maestro. Comprendere la direzione di questa spinta è tutt’altro che semplice. Ci sono mille resistenze interne, nostre personali, come ad esempio la frasi che mi hanno assillato: “butterò via questi 20 anni di sudore e passione?” oppure “riuscirò a conciliare una nuova arte con le mie conoscenze?”. Non posso negare poi anche la domanda più difficile: “riuscirò a conciliare una nuova palestra con la famiglia?”.

Ho deciso allora di fare un processo inverso e cioè controllare nella mia zona quali palestre di arti marziali ci siano. A quanto pare oltre a tutte le palestre di karate Shotokan e Tai Chi ho trovate anche qualche dojo di Aikido. Ecco, l’Aikido è quello che più mi incuriosisce. Cercando quindi su youtube ho trovato questi due video che credo abbiano risposto alla mia legittima domanda: “Cos’è l’Aikido?”, ovviamente un idea l’avevo già, ma ovviamente non cercavo una risposta superficiale da dizionario delle arti marziali.

Ieri sera quindi sono andato ad assistere ad una lezione al dojo Zanshin del maestro Andrea Re. Essendo ormai un “disilluso” delle arti marziali non posso ne dire che mi abbia convinto ma nemmeno che non l’abbia fatto. Devo mettermi con calma a meditare su quanto ho visto ieri sera, ho focalizzato ovviamente la mia attenzione sui movimenti e sull’atteggiamento del maestro. Dopo la lezione mi sono presentato e gli ho un attimo parlato della mia esperienza e la cosa che mi ha più fatto piacere è che ha capito che sono alla ricerca della mia Via e come mi ha detto lui: “tutti quelli che sono qui sono alla ricerca della propria Via!” e io avrei voluto dirgli che  non è così scontato. Per Voi lo è? avete mai cambiato così radicalmente direzione nella ricerca della Via?

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5 risposte a “Diverse facce della Via

  1. Marco quindi sei di Milano? Mi auguro tu sapessi già che pratico Aikido anche nel capoluogo (stage e incontri saltuari per insegnanti) precisamente a sesto s.giovanni dal mio maestro Max Gandossi o in viale Bengasi alla scuola Yamato del mio carissimo collega Tendoryu Marco Ronchetti. Non conosco l’aikido promosso dal M° Andrea Re ma lo conosco per via di alcuni stage con lui di Iaido, quindi non saprei dirti molto di più se non di provare, ma anche di lasciare porte aperte per provare il tendoryu, sfonderesti una porta che abbiamo in comune. Dopo aver lasciato a malincuore la pratica in dojo del karate senza “do” (come nel tuo caso vicino a me non c’era e non c’è ancora nulla che possa soddisfarmi) ora questo è il mio pane quotidiano: ricerca del ki, della via, dell’armonia…. ma lo sai già chettelodicoaffà? 🙂

  2. Si, sono dell’immediata provincia Ovest di Milano. Quindi andrei a praticare in Via Novara. Chissà che magari a qualche Stage in questa palestra ci si incontra. Comunque non so se davvero inizierò anche se devo dire che il maestro Re mi ha fatto una gran bella impressione. Sarò quello alto, barba, cintura bianca (che impressione 😎 ) e spacca balle perfezionista! 😉

  3. Sfondi una porta aperta, un problema comunissimo che si riscontra in moltissimi dojo. Credo che pochissimi allievi siano alla ricerca della Via, Anzi credo che addirittura alcuni neanche sappiano che la Via fa parte del karate o delle arti marziali in generale. Ormai il karate lo si può paragonare a quello che succede con le multinazionali: le botteghette tradizionali chiudono (quelle che producono oggetti di valore intrinseco) e aprono grandi multinazionali basate sulla quantità dei loro prodotti senza valore intrinseco effettivo. Questo accade ai praticanti di karate e di arti marziali in generale, purtroppo. Ma ovviamente non è del tutto colpa dei maestri. Ci sono maestri che spronano i loro allievi nella ricerca della Via ma altri che per primi non la ricercano.
    Il discorso è complicatissimo ma comunque io ritengo che cambiare repentinamente strada possa aprirti nuove porte e magari darti nuove possibilità, non bisogna mai escludere i cambiamenti.
    Io non so di dove sei, ma se abiti vicino a Rho, a Saronno (che sono 16 minuti di strada se fai un piccolo tratto di autostrada) c’è un Dojo Goju-ryu. Buona fortuna.

  4. Fabio, purtroppo è quello che hai descritto è proprio quello che c’è in giro. Il discorso, è vero, è molto complicato e va a toccare le fondamenta della pratica e forse anche della visione occidentale e non delle arti marziali, ma è anche vero che se uno si arrendesse a questa situazione non ci sarebbe delle oasi di budo come quella che mi pare d’aver trovato con questa palestra d’Aikido.
    Ho trovato anch’io la palestra di Saronno, ma sarei incastrato con l’Aikido che è a 5 minuti di macchina da casa, quindi ho preferito concentrarmi sulla comodità che su l’attaccamento all’arte del karate. Ti/Vi terrò aggiornati quando deciderò di fare la lezione di prova.

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