kung fu wushu – una piccola sintesi

Lungi da me pretendere di essere un esperto, provo però con questo articolo a riassumere il complesso mondo delle arti marziali cinesi. Essendo un riassunto, non pretendo che rappresenti in modo sistematico i più di 300 stili presenti oggi in cina.

La prima classificazione che potremmo fare è una distinzione tra stili del Nord e stili del Sud. Le arti marziali cinesi si sviluppano prevalentemente nella zona settentrionale della Cina. Zone spesso invase da popolazioni nomadi. La popolazione nordica è una popolazione fisicamente più alta, si dedica alla pastorizia e all’allevamento. Sono guerrieri che vanno a cavallo e che sviluppano per primi un vero e proprio sistema militare. Le caratteristiche della popolazione e degli ampi spazi del loro territorio, fa prediligere agli stili del nord il combattimento sulla lunga distanza.
A sud le arti marziali si sviluppano in epoca Ming. La popolazione è contadina, lavora nelle risaie. Per questo gli stili del Sud prediligono la corta distanza e l’uso prevalente delle braccia.

Una seconda classificazione si può fare tra stili interni e stili esterni. I primi prediligono l’uso della forza interna, o Jin. I secondi fanno più uso del vigore e della forza esterna, o Li.
Entrambe le scuole hanno lo stesso fine di formare il fisico e la mente. Partono dunque da due aspetti diversi per raggiungere il medesimo scopo. Esempi di stili interni sono il Taijiquan, il Xingyiquan o il Baguazhang. Esempi di stili esterni sono gli stili praticati a Shoalin, gli stili del Sud, gli stili imitativi degli animali.

Tutti gli stili, sia interni sia esterni, fanno uso di sistemi o metodi. Essi si possono elencare:
– Quanfa, il pugilato vero e proprio che fa uso di tecnicche di gamba (Tuifa), di pugno (Chuanfa), di gomito (Choufa) ecc.
– Qinna, o metodo delle leve;
– Shuaijiao, o metodo delle proiezioni;
– Dianxue, o metodo dei punti di pressione;
– Ditangfa, o metodo delle cadute;
– Tuishou, o metodo delle mani che spingono;
– Jinshou, o metodo delle mani appiccicose.

Alle tecniche a mano nuda, si devono aggiungere poi le armi, che si suddividono in_
– Changbingqi, o armi lunghe;
– Duanbingqi, o armi corte;
– Shuanbingqi, o armi doppie;
– Jienbingqi, o armi snodate;
– Feibingqi, o armi da lancio.

Tutti questi aspetti vengono più o meno enfatizzati in ogni stile.
Questa classificazione è quella descritta da Andrea Alati nell’esauriente libro “Arti Marziali Cinesi” che consiglio a tutti di comprare e leggere, in quanto credo sia un lavoro di sinstesi davvero unico nell’editoria italiana.
alati

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2 risposte a “kung fu wushu – una piccola sintesi

  1. Complimenti e grazie per l’artico ad hoc! Spero di comprare il libro al più presto così potrò approfondire meglio l’argomento che mi sta diventando sempre più interessante. Sono un karateka ma mi piace molto il rapporto tra il karate e l’apporto che la Cina ha dato a questo e senz’altro potrò chiarire le mie idee e magari farmi sorgere nuove domande.

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