Condizione Mentale

buddha_mente

Mente non mente

Dopo le vacanze ed una piccola influenzina, anche se non sono del tutto in forma, ho deciso ieri sera di riprendere gli allenamenti. Oggi quindi voglio scrivere questo post per riportare quello che è stato secondo me il vero punto allenante di ieri sera e cioè la Condizione Mentale.

Ho già scritto che per cominciare l’allenamento nel modo migliore, arrivando da una giornata di lavoro più o meno intenso, è quello di eseguire pochi minuti di Mokuso. Il porsi in disparte in seizan focalizzando lo sguardo o a occhi chiusi per qualche minuto eseguendo il piccolo circuito celeste è il mio metodo per raggiungere quella pace mentale e quel rilassamento fisico che mi pone in generale in una condizione di apertura in attesa dell’inizio della lezione. Ieri sera però il fisico, appunto non al pieno, era si rilassato ma evidentemente con qualche limite diverso dai soliti (stanchezza).

Conscio di questa sensazione ho allora puntato tutto sulla condizione psichica ascoltando l’intero corpo ancora di più durante l’allenamento, modulando le energie in modo da ottimizzarle. Questa modulazione non è sinonimo di riduzione dell’intensità, ma è sinonimo di efficacia e di un ascolto di se che punta alla riduzione degli sprechi. Le arti marziali codificate hanno questo gran vantaggio e cioè il fatto di avere gesti e biomeccaniche molto definiti che a parere mio, se eseguiti nel modo corretto, hanno una richiesta energetica davvero limitata. Inoltre sempre quei gesti abbinati ad una respirazione corretta attivano la circolazione dell’energia, del Ki, che a mia sensazione personale viene sentito in termini di vigore della tecnica con un limitato uso dei muscoli ed un “inspessimento” del focus spirituale sul gesto.

Il risultato di questo lavoro è che la qualità del mio allenamento di ieri sera è stata secondo me alta. Come faccio a dirlo? sempre attraverso una sensazione, in questo caso di benessere generale e compiutezza che al momento del saluto finale è stata chiara. Cosa ho imparato? Sicuramente che la condizione mentale spesso supera la condizione fisica e che quindi questa va a liberare da malanni fisici e mentali il praticante durante l’allenamento.

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