Tui Shou con il Maestro


Sabato c’è stato lo stage di Tai Ch’i Ch’uan. Ben tre ore e mezza belle intense! Abbiamo iniziato con la pratica del Tui Shou, di cui avevo brevemente parlato in un post più vecchio.

tuishou

Nell’immagine il M. Chen Weiming pratica il Tui Shou con il M. Yang Cheng Fu

L’esercizio lo abbiamo svolto con tanti compagni diversi, in modo da abituarci a diversi “antagonisti”. Ogni compagno che si ha davanti ha forza, rigidità, velocità e fisico diversi. Praticare con una persona molto più alta può essere difficile in quanto occorre stabilire la giusta distanza, infatti il suo braccio è più lungo. Praticare con una persona molto più bassa è ugual modo difficile, in quanto il suo baricentro sarà molto più basso, quindi è probabile che abbia un radicamento migliore. Direi che ogni persona che si ha davanti può nascondere delle insidie.
Abbiamo svolto l’esercizio sia in maniera classica, molto lenta e “senza” energia, sia in maniera dinamica, mettendo velocità e “tanto Tan Tien”.

Nella parte prima parte, quella lenta, l’esercizio aiuta a sciogliere l’anca e i muscoli lombari. Il lento lavoro di apertura e chiusura, avanti e indietro, inspirare ed espirare scioglie e riscalda. Il contatto epiteliale tra le due mani, seguendo l’andamento lento di questo andirivieni, dovrebbe consentire di leggere l’energia dell’avversario. Onestamente non sono riuscito a sentire molto. Non so se è ancora troppo presto.

“Se si è fatto bene la parte lenta, si vede in quella dinamica”. Queste le parole del maestro. Effettivamente ho fatto parecchia fatica in questa seconda parte. Ho praticato soprattutto con compagni che hanno parecchi anni alle spalle. Questo mi ha permesso di confrontarmi con chi è innegabilmente più bravo, quindi qualcosa ho portato a casa. Come dicevo ho però fatto parecchia fatica. Non sentendo l’energia dell’altro sono riuscito poche volte a schivare il suo colpo. Quando poi ho praticato con il maestro ho capito quanto è lunga la strada. Non capivo mai quando quando il suo colpo veniva leggero, dunque non potevo in quel frangente applicare alcunchè, da quando invece il colpo arrivava e forte. O meglio lo sentivo molto bene sul petto! Naturalmente il Maestro capiva subito quando ero io a voler portare il colpo più forte: non riuscivo a portare il colpo che subito mi ritrovavo a terra.

Penso di aver capito una grande lezione da quella pratica di pochi minuti. Se la forma del Tai Ch’i Ch’uan è soprattutto ascolto di sè stessi, è Yin, allora il Tui Shou è la sua corrispondente parte Yang: è l’ascolto dell’altro, di tutto ciò che ci sta intorno.
Non ricordo in che libro, il M. Tokitsu afferma che le nostre mani devono essere come delle antenne che captano tutti i pericoli attorno. Penso di essermi un po’ avvicinato a capire quel concetto proprio allo stage. Quanto ci vorrà per farlo mio?

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4 risposte a “Tui Shou con il Maestro

  1. Ciao Kapp, posso chiederti una cortesia … non conoscendo praticamente nulla del Tai Chi volevo chiederti se hai un video che faccia almeno vedere quello di cui stavi parlando. Lo reputo molto interessante e questa forma a me sconosciuta diventa grazie ai tuoi commenti una fonte di interesse molto elevato.
    Grazie. carlo

  2. Carlo,
    Se ti può interessare io ho fatto un allenamento simile proprio venerdì per lavorare sulla “sensibilità” della distanza ottimale per attacco-difesa nel kumite. Questo è sicuramente un allenamento molto simile al Tui Shou di Vincenzo.

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