Lo specchio

E’ un mesetto che mi sto allenando da solo ad eseguire la forma al contrario. Al posto di partire a destra, parto a sinistra. Dunque tutte le tecniche che normalmente si eseguono a sx le eseguo a dx, tutte le volte che si gira verso sx, gira verso destra e viceversa.
Penserete: che cambia? Eh, cambia cambia!
Innanzitutto cambiano tutti i riferimenti spaziali. Se è vero che solo cambiando angolo di partenza è facile andare in confusione, figuriamoci ad ribaltare destra/sinistra tutta la forma. E infatti almeno all’inizio non riuscivo neanche a completare il primo Lu.
Ora riesco a fatica a finire il secondo Lu, dopo un mesetto che lo ripeto tutti i giorni.

La cosa sconcertante però è che tutta la sicurezza, i movimenti fini, la coordinazione che si è riusciti a guadagnare spariscono solo cambiando lato.
Lan ch’iao wei chin na con la mano sinistra lo eseguo molto peggio del neofita che viene in palestra da 1 mese. Tan pien hsia shih è un movimento tutto scoordinato. Figuriamoci cosa verrà fuori quando proverò Yu nunch’uan shu tso shih al terzo Lu…

Insomma, la strada per capire la forma è lunghissima. Non basta praticarla bene, non basta praticarla spesso, non basta neppure viverla, se poi un tecnica non riesco ad eseguirla con l’altro braccio o l’altra gamba.
Finché non riuscirò ad eseguire il primo Lu a sinistra come lo faccio a destra, non potrò dire di conoscerlo. Dunque l’impegno nei prossimi mesi sarà praticare a fondo la forma al contrario, vediamo se il lavoro darà i suoi frutti!

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