Appunti di viaggio

Questo post vuole essere un riepilogo e un ripasso di concetti studiati e applicati in questi ultimi mesi.

La forma del T’ai Chi Ch’uan va svolta con il corpo completamente rilassato. I punti su cui concentrare il rilassamento sono 5:

– il collo dev’essere leggermente piegato in avanti in modo da non sentire nessun tipo di ostacolo o di contrazione nel girare la testa. A tal proposito dobbiamo sempre tenere a mente il primo principio di Yang Chen Fu: “l’energia alla sommità del capo” vuol dire anche questo. Il collo dev’essere posizionato in modo che il punto BAI HUI sia allineato al resto del Vaso Governatore (vedi Il Piccolo Circuito Celeste ).

– le spalle devono essere rilassate, i gomiti abbassati. Bisogna sentire una sensazione di pesantezza, quasi di corpo morto nelle braccia. CHEN JIAN ZHUI ZHOU, abbassare le spalle e far scendere i gomiti, 5° principio.

– la parte bassa della schiena deve leggermente inarcata in avanti, applicando la retroversione del bacino. Attenzione: il movimento del bacino in avanti dev’essere tale da rendere la schiena piatta, non bisogna incurvarsi. Anche qui dobbiamo seguire i principi di Yang Chen Fu, per l’esattezza il secondo: HAN XIONG BA BEI, tenere il petto rientrato e stirare la schiena.

– il basso ventre, la zona chiamata Dan Tian, dev’essere completamente rilassato. Gli organi interni devono essere cullati dal bacino. SONG YAO: rilassar la vita. Terzo principio di Yang Chen Fu.

– le ginocchia devono essere piegate ma le gambe non devono irrigidirsi. Gli arti inferiori hanno un funzionamento simile a delle molle che possono scattare improvvisamente, ma che fungono anche da ammortizzatori del movimento.

Per raggiungere uno stato di rilassamento del corpo, bisogna prima di tutto rilassare la mente. Senza una mente quieta, il corpo non può rilassarsi. Per rilassare la mente ci sono vari metodi. Uno dei migliori ho scoperto essere lo Zhan Zhuang, l’esercizio del palo. Si può fare in molti modi. Io lo pratico così:
si sta in piedi, con le gambe leggermente divaricate e le ginocchia piegate. Le braccia distese lungo i fianchi, la schiena e il collo nella posizione descritta nei punti precedenti, il ventre rilassato. Stando in questa posizione per parecchi minuti, cercando di concentrarsi sul proprio corpo e sul proprio respiro, si riesce ad isolarsi. Se si è all’inizio, come me, dopo pochi minuti si inizia a pensare solo ai dolori che piano piano vengono fuori… Con l’avanzamento della pratica si possono piegare di più le ginocchia e alzare le braccia davanti al petto, come se si reggesse una grossa palla.

Altra cosa molto importante è il respiro. La respirazione dev’essere naturale e diaframmatica. Quando si inspira si devono gonfiare la zona del Dan Tian e quella del Ming Mei, dietro la schiena. Quando si espira il ventre ritorna naturalmente, senza forzature muscolari, nella posizione di partenza. Attenzione: se si assume la postuma corretta, la respirazione addominale è naturale e non forzata.

Questi concetti che ho brevemente elencato non sono il T’ai Chi, ma sono necessari al corretto svolgimento della forma. Delle spalle irrigidite, degli addominali induriti, i muscoli lombari contratti non permettono il fluire del Chi, non permettono al movimento di essere morbido, non permettono al corpo di essere coordinato.

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