Il kata della cintura

In questo periodo ho finito di leggere un libro (regalatomi dal nostro kappotto) veramente interessante ed ampio, scritto dal M° Tokitsu sul concetto di Kata nella cultura giapponese. Il concetto di Kata viene sintetizzato in una definizione dalle ampie applicazioni che recita all’incirca: “Il kata è una struttura dell’atto e del rapporto con l’altro (inteso nel senso più ampio del termine) che si inquadra in un sistema sociale stabile e gerarchizzato”. Questa breve introduzione è necessaria perchè vorrei raccontarvi cosa mi è successo settimana scorsa nel dojo o meglio nei suoi spogliatoi.

Per un karateka una delle prime cose da imparare è il metodo con cui allaciare correttamente la cintura che, anche se serve solo a sostenere i pantaloni, ha anche un valore simbolico sempre più forte specialmente tra una cintura colorata ed un nera. Ecco un video che mostra il metodo che secondo me è il più corretto:

Per un karateka il valore della propria cintura deve essere ben chiaro, perchè mostra la tappa raggiunta dopo anni di fatica (si spera) e allo stesso tempo è sprono per il miglioramento che durante gli anni di kyu ha come obiettivo “immaturo” la cintura nera, ma che dopo divviene il superamento del proprio maestro con dinamiche intime di cui mi riservo di scrivere un post dedicato.

Bene, veniamo al fatto. Mi stavo cambiando prima della lezione ed è arrivato un ragazzo cintura blu che si è messo la cintura in modo frettoloso e senza alcuna cura, mi son permesso di correggerlo, perchè ricordavo che alla sua età di pratica e alla sua età personale ero già in grado di allacciarmi la cintura nel modo che uso ora (quello del video). Non gli ho fatto il sermone sul significato, ma mi sono limitato a spiegargli tecnicamente come si allaccia e a dirgli di porre attenzione perchè la cintura è una cosa importante. Dopo la lezione è ritornato da me a farmi vedere come l’aveva allacciata e sono rimasto contento del fatto che ci avesse riprovato da solo e avesse posto attenzione a quel particolare, che poi così tanto superfluo non è.

A questo ragazzo credo quindi di aver insegnato non solo ad allacciare una cintura, ma anche ad eseguire un kata seguendo la definizione di Tokitsu, perchè prendendosi cura del metodo di allacciatura, credo possa far nascere anche una consapevolezza del rispetto dell’altro e della gerarchia sociale che viene a formarsi all’interno del dojo tra gli allievi di diverso livello e/o anzianità di pratica e che a mio parere è uno degli ingradienti importanti dell’atmosfera di miglioramento personale che dovrebbe essere presente in ogni dojo marziale.

immagine tratta da: scuola-judo-tomita.com

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