Perchè praticare?

Quando si inizia a frequentare un corso di arti marziali spesso il primo obiettivo è imparare a difendersi. Magari si è stati picchiati, magari si vuole acquisire più sicurezza nella propria forza, oppure si vuole dare una bella lezione a qualcuno.

Quando ho iniziato a pensare all’arte marziale, mi prefiguravo un luogo nella mia vita in cui sosttostare a delle regole che non sapevo darmi. La mia vita era sì scandita da ritmi abitudinari: sveglia alle sette, lavoro, pausa pranzo, sera in palestra o con gli amici. Il problema era il tumulto interno: avevo appena mollato l’università, avevo perso la ragazza e un bel po’ di amici. Mi ritrovavo di colpo solo, a parte la mia famiglia, e non avevo più i punti di riferimento di prima.

Perciò ho iniziato a chiedere a qualche amico che già praticava e quando gli esponevo questa mia esigenza mi rispondevano che l’arte marziale è innanzitutto imparare a difendersi. La cosa non mi piaceva, non per il messaggio in sè, ma perchè non la ritenevo consona a quello che cercavo. Senza volerlo stavo cercando una via.

Quando mio fratello mi ha proposto, dietro consiglio di nostro Zio Mario, di praticare Shaolin, mi son detto “perchè no?”. Ha pensato a tutto lui, ha chiamato una palestra, ha parlato con il maestro e si è messo d’accordo per una lezione di prova. La lezione era stata molto interessante, poco faticosa. Al termine della stessa il Maestro ci ha presi in disparte e ci ha spiegato cosa fosse il Dojo. “Qui non accetto tutti, voglio un ambiente pulito. Tutto dev’essere in ordine. Ci vengono i bambini e questo posto deve essere sicuro e pulito come un oratorio”. Ah, l’oratorio della mia infanzia a Cesano Boscone, com’era tutto organizzato e quanti amici… In parole povere il discorso era stato illuminante, anche se all’epoca non lo avevo capito. Fatto sta che decidemmo di iscriverci.

Con il passare dei mesi ho scoperto nel Tai Chi una pratica davvero bella. La sera, al termine della lezione, mi sentivo pieno di energia positiva. Sono migliorato molto anche nella mia testa, ora più organizzata. Ora finalmente con nuovi punti di riferimento. All’epoca ho pure incontrato la mia attuale compagna. Ma mancava però ancora qualcosa.

La lettura di due libri mi hanno spalancato la mente alla conoscenza. Il primo di questi lo vidi sulla scrivania del Maestro una sera a fine lezione. Era “Taichichuan e meditazione” di Da Liu. Il libro mi ha aperto le porte alla percezione del Chi. Ho subito provato il “piccolo circuito celeste” per poi arrivare ad esercitarmi sul “grande circuito celeste”, che tuttora pratico. Comunque, la sete di conoscenza su cosa fosse e su come governare il Chi mi ha portato in breve tempo a leggere davvero molti libri sull’argomento. Il più illuminante dei quali è stato sicuramente “La ricerca del Ki” del M. Tokitsu, grazie al quale sto imparando piano piano a sviluppare il mio Chi. Ho regalato il libro anche al Maestro, il quale era contentissimo che avessi simili letture tra le mie preferite. Ora il libro fa bella mostra di sè nel dojo ed è di libera consultazione per tutti i praticanti.

Tutto sto popò di scritto, tutta la pappardella della mia vita negli ultimi tre anni per dire che ora so perchè pratico arti marziali. Non è per difendermi, non è per essere più forte. Il mio fine ultimo è il Chi. E’ capire come assecondarlo e percepirlo nella maniera più profonda possibile. Voglio arrivare a dominare questo sesto senso di cui siamo dotati: la percezione del Chi. Volendo la ragione della pratica non è cambiata. Tre anni fa cercavo una disciplina che mi desse un punto di riferimento. Oggi ho un obiettivo: il Chi.

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4 risposte a “Perchè praticare?

  1. Dev’essere molto bravo quel maestro, e ancor prima come persona hai trovato quella giusta. La ricerca del ki è un libro illuminante, se posso suggerirtene alcuni dai un’occhiata a questa pagina che contiene la mia bilblio. http://www.bsgt.it/libri-video/indice-libri-energia.php#energiainterna

    Complimenti per l’articolo e per il percorso, curiosamente anch’io iniziai 18 anni fa per imparare a difendermi (col karate) ma certamente ora non m’interessa più, il ch’i più che un obiettivo nel mio caso ora è il centro della mia vita quotidiana… buona prosecuzione!

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