Piccolo esperimento di visualizzazione mentale

Questa estate, prendendo spunto dalla lettura del bellissimo libro “Lo Zen e le arti marziali” di Taisen Deshimaru, ho provato a fare un piccolo esperimento “meditativo”. In realtà non si tratta di vera e propria meditazione e onestamente non saprei neanche fornire una definizione corretta di cosa vuole dire meditare. Diciamo che è stato più che altro un esercizio di concentrazione e visualizzazione mentale.

Seduto per terra a gambe incrociate, in una posizione simile al zazen, ho provato a visualizzare la sequenza della prima parte del Tai Chi. Ho immaginato di muovere tutto il corpo e di accompagnare questo movimento “immaginato” con la corretta respirazione, come se stessi svolgendo realmente la forma. Allo stesso tempo ho cercato, a fatica, di indirizzare il Chi verso le estremità del corpo coinvolte nel movimento. Nel caso di una parata, perciò, cercavo di mobilitare il chi dal dantian verso la mano che compiva la tecnica, un calcio verso il piede ecc.

Devo dire che è stato, almeno per me, un esercizio faticosissimo. La concentrazione mentale dev’essere totalmente rivolta alla forma, più che quando la si esegue realmente. Ho capito quanto è difficile spazzare via i pensieri che cercano di entrarti in testa a tutti i costi. E’ difficile riuscire a isolare completamente la propria percezione per immergersi nella forma.

Io penso di non esserci riuscito completamente. Nel senso che tra un tecnica e l’altra i pensieri entravano e uscivano dalla mente in maniera caotica e disordinata. Ho intenzione di riprovarci, ma voglio aspettare il momento di giusta calma e tranquillità, il momento in cui sento bene il Chi scorrere nel corpo. Sì, perchè ho notato che la mia percezione del Chi è altalenante: spesso non lo sento, a volte lo sento bene, mi è capitato che fosse un fiume in piena che scorreva vigoroso nel mio corpo. Penso che con l’esercizio riuscirò a rendere più continua questa percezione. O almeno spero!

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2 risposte a “Piccolo esperimento di visualizzazione mentale

  1. Ciao Carlo, quello che dice Vincenzo è proprio una meditazione da fermi in cui si esegue mentalmente una forma marziale. Aiuta secondo me a interiorizzare la respirazione perchè sposta un pò dell’energia della fatica del movimento verso l’attenzione alla respirazione e alla sedimentazione della sequenza.

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