Tradizione o Sport?

Questa è una questione che spacca in due l’intero plenum dei praticanti di arti marziali e che si fa più marcata nelle arti marziali più famose come il Karate, lo Judo e alcune forme di Kung Fu. La domanda è quella nel titolo del post e che qui ripeto estendendola: è meglio vivere l’arte marziale come uno sport o come uno stile di vita legato ad un cultura tradizionale orientale? la risposta è tutto tranne che facile e immediata.

Qui voglio riportare quella che è la mia visione. Io la mia risposta l’ho trovata grazie ad un maestro che nell’allenamento classico ha innestato quello che posso definire tradizionale. Se per allenamento classico parliamo di allenamento fisico, forme e combattimento, per allenamento tradizionale parliamo di allenamento classico con l’aggiunta di retaggio culturale orientale come ad esempio il focus sulla respirazione non solo durante il gesto ma anche quella finalizzata alla circolazione del chi o ki (energia vitale) per il rilassamento muscolare e la preparazione della mente verso l’allenamento o dopo l’allenamento per far entrare dentro se, nel profondo, i gesti e le dinamiche del combattimento sia immaginario sia reale.

Altro punto molto importante è stato quello di introdurre kata non previsti nel programma per l’avanzamento di grado ma che invece fanno parte del bagaglio dello stile. Di tutti i kata raccontava la storia e le particolarità tecniche e storico-culturali. Di tutti i movimenti ci diceva le varianti tecniche nelle versioni dei vari maestri enfatizzando anche la differenze nei nomi. Questo secondo me permetteva di entrare nella storia del kata  e del karate e di porre la mente durante l’esecuzione nel modo più vicino a quello del maestro che l’ha codificato. Se questo sia giusto o no non lo so dire ma credo che per capire qualcosa a fondo si deve avere in mano le informazioni originali  che l’hanno generato e non un qualcosa di modificato dal tempo e dalle esigenze (legittime) dettate da sport e biomeccanica.

Non voglio nemmeno dire che la mia visione sia quella giusta o da seguire altrimenti non si è un karateka, ma voglio dire o almeno illudermi che sia quella più vicina al visione dei maestri fondatori. Essere un buon alievo è secondo me riuscire ad emulare il maestro ed è questo che vorrei riuscire a fare.

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